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venerdì 1 agosto 2014

In arrivo un mutuo su misura per chi vuol comprare casa all'asta

è in continuo aumento il numero di immobili che vanno all'asta, dove lo sconto medio rispetto al prezzo del bando di gara può arrivare fino al 40%, nonostante ciò almeno 30 aste su 100 vanno deserte. la causa spesso è la mancanza di liquidità di chi non ha la possibilità di saldare in pochi giorni e in un'unica soluzione quanto dovuto. ma le banche si stanno adeguando e sono in arrivo i primi mutui per chi vuol acquistare un immobile all'asta
l'ultima novità sul mercato è "mutuo in asta" un'offerta messa a punto da unicredit credit management bank, in sigla uccmb, una controllata di unicredit. questo nuovo prodotto si rivolge a chi vuol partecipare ad un'asta immobiliare però non dispone della liquidità necessaria e permette di aggirare le lungagggini istruttorie e i costi di eventuali finanziamenti

Unicredit info mutuo



I segreti degli agenti immobiliari newyorkini: ecco come si vende casa nel mercato più selvaggio

quando cerchi un appartamento a new york un agente immobiliare ti mosterà un appartamento delle dimensioni di una scatola di scarpe ed è molto probabile che ti dica che è "una grande opportunità" e che è "molto spazioso per questo prezzo". molte di queste frasi commerciali sembrano provenire da una manuale. ed è proprio così: le grandi firme della città hanno infatti un libro di stile che i loro impiegati devono seguire passo a passo. il quotidiano britannico "the guardian" ha avuto accesso a uno di questi manuali, nel quale si svelano i segreti per vendere casa nel mercato immobiliare più selvaggio
1) non puoi salire la scala del successo vestito come un fallito- il "dress code" è fondamentale se si vuol vendere un appartamento. i commerciali del mondo immobiliare devono offrire una buona immagine. la mancanza di pulizia, lo stile troppo "causal" e le macchie nei vestiti tolgono l'opportunità di chiudere le operazioni
2)  evita frasi del tipo "questo è esattamente l'appartamento che stava cercando" in una città come new york, dove molti appartamenti in vendita e in affitto non sono esattamente la casa dei tuoi sogni, esagerare la qualità di un appartamento è un errore
3) "non preoccuparti dell'appartamento, preoccupati di portare il cliente nella nostra agenzia" la concorrenza tra le diverse agenzie è tremenda, per questa ragione l'importante non è fare colpo al primo tentativo, ma convincere il cliente a recarsi in agenzia dove gli verrà mostrato l'intero catalogo
4)  non mostrare un appartamento a un uomo se non è presente sua moglie- è una perdita di tempo, gli agenti immobiliari della grande mela considerano che la decisione di acquistare o meno una casa è una decisione di tutti e due i membri di una coppia, ma in particolare della moglie
5) "mostrare appartamenti con un prezzo leggermente superiore alla cifra massima che vuole spendere il tuo cliente". è molto probabile che sarà capace di pagarlo e la tua commissione sarà maggiore
6) "per ogni appartamento ci sono tra cinque e dieci possibili candidati". oltre a essere vero, il cliente sarà spinto a chiudere più velocemente la trattativa
7) "quasi nessuno trascorre molto tempo in casa"- se durante una visita un interessato si mostra preoccupato per le dimensioni dell'appartamento, è la frase perfetta
8) "non intrattenere relazioni personali con un cliente prima di aver affittato l'appartamento e aver percepito la tua commissione". non ci vogliono molte parole per spiegare questa frase, non bisogna mischiare "lavoro e piacere"fonte

giovedì 31 luglio 2014

Affitti, le 6 risposte dell'Agenzia Delle Entrate a quello che forse non sai (e vorresti sapere) su pagamento in contanti e cedolare secca

le risposte dell'agenzia delle entrate alle faq sui contratti di locazione sono un utile strumento per svelare i dubbi relativi ai contratti di locazione, che riguardano l'obbligo di tracciabilità dei pagamenti e il regime alternativo della cedolare secca. ecco le sei risposte a ciò che forse non sai, e sicuramente ti piacerebbe sapere
1) è possibile versare il canone di locazione sulla carta prepagata del locatario- è vietato versare in contanti il canone di locazione per importi superiori a 999,99 euro. ma il versamento oltre che con bonifico postale o bancario può avvenire anche sulla carta postepay del locatario. è importante ricordare che per i pagamenti inferiori ai mille euro, è necessaria una prova documentale chiara che attesti che quel trasferimetno di contanti è giustificato dal pagamento del canone di locazione
2) la cedolare secca si può applicare a un contratto transitorio inferiore a 30 giorni- il regime alternativo della cedolare secca può essere applicato a tutti i contratti di locazione di immobili a uso abitativo anche di durata inferiore a trenta giorni l'anno
3) se opti per la cedolare secca non devi pagare le imposte di bollo e di registro- sul canone di locazione si applica un'imposta fissa: 21% per i canoni liberi, 15% e 10% (per il quadriennio 2014-2017) per gli affitti a canone concordato. l'imposta fissa sostituisce sia l'irpef e le relative addizionali che le imposte di bollo e di registro
4) non è possibile aggiornare il canone durante il periodo di applicazione della cedolare secca- per il periodo di applicazione della cedolare secca è sospesa per il locatore la facoltà di chiedere l'aggiornamento del canone a qualsiasi titolo (compreso l'aggiornamento istat), anche se tale possibilità è contemplata dal contratto
5) l'opzione della cedolare secca vale fino alla scadenza del contratto- a meno che il proprietario non decide di revocare l'opzione della cedolare secca allo scadere dell'annualità corrispondente e utilizzando il modello rli, l'opzione esercitata in sede di registrazione del contratto è valida fino allo scadere dello stesso
6) una società non può optare per il regime della cedolare secca- non possono accedere al regime della cedolare secca le società di persone, le società di capitali, nonché gli enti commerciali e non commerciali

fonte 

martedì 29 luglio 2014

Il prelievo sui depositi delle compravendite immobiliari è una norma anticostituzionale

la legge di stabilità prevede che al momento del rogito i soldi della compravendita non vadano direttamente al venditore, ma ad un fondo gestito dal notaio, i cui interessi servano a finanziare fondi per le pmi. un provvedimento considerato "davvero assurdo" da paolo righi, presidente fiaip, che lo definisce "una norma illiberare e anticostituzionale"
già assoedilizia, in un'intervista a idealista news aveva messo in guardia contro i rischi per acquirente e venditore del provvedimento previsto dall'articolo 35 della legge di stabilità. adesso a scagliarsi contro la norma -che prevede che il denaro del rogito non vada direttamente al venditore, ma a un fondo gestito dal notaio- è la federazione italiana degli agenti immobiliari
"chi vende casa non incasserà più i soldi al momento del rogito- spiega righi- e le somme saranno depositate su un conto corrente ad hoc, i cui interessi saranno prelevati dallo stato per finanziare fondi per le pmi". questo rappresenta un aggravio ulteriore per il settore immobiliare, che già risente di una pressione immobiliare più che raddoppiata negli ultimi cinque anni"
"è una norma illiberale- ha detto righi- e in netto contrasto con i dettami costituzionali e con quanto stabilisce la giurisprudenza in materia tributaria nel nostro paese"

Fonte

lunedì 28 luglio 2014

Efficienza energetica, in Gazzetta il Piano da 800 milioni di euro per gli interventi di riqualificazione energetica; bonus volumetrici per gli edifici efficienti


22/07/2014 - È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dlgs 102/2014 di recepimento della Direttiva 2012/27/UE, che detta misure per la promozione e il miglioramento dell’efficienza energetica e attiva lo stanziamento di 800 milioni di euro.

I contenuti del decreto
L’ENEA predisporrà ogni 3 anni una proposta per la riqualificazione energetica degli edifici residenziali e commerciali, sia pubblici che privati, anche per aumentare il numero di Edifici a Energia Quasi Zero di cui al Dlgs 192/2005.

A partire da quest’anno, e fino al 2020, si dovrà procedere alla riqualificazione energetica di almeno il 3% della superficie coperta utile climatizzata degli edifici di proprietà della pubblica amministrazione centrale. L’obbligo vale per gli edifici superiori a 500 mq, soglia che dal 9 luglio 2015 scenderà a 250 mq.

Sono esclusi gli immobili vincolati, se gli interventi modificano “in maniera inaccettabile il loro carattere o aspetto”, gli immobili destinati alla difesa, i luoghi di culto. Al raggiungimento dell’obiettivo annuo di riqualificazione energetica devono collaborare gli occupanti degli edifici, con misure organizzative e comportamentali di consumo energetico.

Gli interventi devono basarsi su una diagnosi energetica o seguire quanto indicato nell’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Le pubbliche amministrazioni centrali devono favorire il ricorso al finanziamento tramite terzi, ai contratti di rendimento energetico o affidarsi ad una o più ESCO.

Alla riqualificazione energetica degli edifici pubblici sono destinati 30 milioni di euro per il 2014 e 2015, a cui possono aggiungersi altri 25 milioni fino al 2020, altri 50 milioni provenienti dalle aste delle quote di emissione di CO2 e altri fondi ministeriali, per un totale di 355 milioni di euro nel periodo 2014-2020. A queste risorse si aggiungeranno i finanziamenti privati che potranno essere attivati attraverso contratti di prestazione energetica che ripaghino gli investimenti con i risparmi sulla bolletta.

Le pubbliche amministrazioni centrali, in fase di acquisto o di nuova locazione di immobili, negli appalti per l’acquisto di prodotti e servizi e nei contratti di leasing, devono rispettare i requisiti minimi di efficienza energetica di cui all’Allegato 1 al decreto.

Le grandi aziende e le imprese ‘energivore’, dal 5 dicembre 2015, saranno tenute a eseguire diagnosi energetiche periodiche, per individuare gli interventi più efficaci per ridurre i consumi di energia. Per le piccole e medie imprese sono stati stanziati 105 milioni di euro.

Il decreto prevede che siano messi a punto, a livello nazionale, regimi di qualificazione, accreditamento e certificazione dei soggetti operanti nel settore dei servizi energetici. A tal fine Accredia, entro il 31 dicembre 2014, dovrà definire e sottoporre ai Ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente,  schemi di certificazione e/o di accreditamento per la conformità alle norme tecniche in materia di ESCO, esperti in gestione dell’energia, sistemi di gestione dell’energia e diagnosi energetiche.

 




Entro 180 giorni dall’ entrata in vigore del Dlgs, arriveranno le linee guida ministeriali per semplificare e armonizzare le procedure autorizzative per l’installazione in ambito residenziale e terziario di impianti o dispositivi tecnologici per l’efficienza energetica e per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili.

Infine, è istituito il Fondo nazionale per l’efficienza energetica, diviso in due sezioni: uno per la concessione di garanzie, l’altro per l’erogazione di finanziamenti per interventi di efficienza energetica realizzati anche attraverso le ESCO e attraverso forme di partenariato pubblico-privato, società di progetto e/o di scopo appositamente costituite. Il Fondo sarà alimentato con circa 70 milioni di euro l’anno, nel periodo 2014-2020.

Il Fondo finanzierà: la riqualificazione energetica degli edifici di proprietà della pubblica amministrazione; la realizzazione di reti per il teleriscaldamento e/o per il telereffrescamento; l'efficientamento di servizi ed infrastrutture pubbliche, inclusa l'illuminazione pubblica;
la riqualificazione energetica di interi edifici, compresi gli edifici di edilizia popolare; la riduzione dei consumi di energia nei processi industriali.

Rispetto alla bozza di decreto circolata nelle scorse settimane, in quella definitiva compaiono i bonus volumetrici per gli edifici energeticamente efficienti. Si prevede, infatti, che negli immobili di nuova costruzione, che raggiungano una riduzione minima del 20% dell’indice di prestazione energetica, lo spessore di murature e solai, eccedente i 30 centimetri, fino ad un massimo di ulteriori 30 centimetri per tutte le strutture che racchiudono il volume riscaldato, e fino ad un massimo di 15 per quelli orizzontali intermedi, non sono considerati nei computi per la determinazione dei volumi, delle altezze, delle superfici e nei rapporti di copertura. I bonus volumetrici valgono come deroga alle distanze minime e si applicano, in misura differente, agli edifici esistenti sottoposti ad interventi di riqualificazione energetica.



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venerdì 25 luglio 2014

Gli 11 +1 errori che può commettere un "principiante" che vende per la prima volta una casa

vendere una casa oggi è un compito alquanto complesso, il cui successo dipende da molti (e talvolta stravaganti) fattori. la prima volta è normale incappare in errori che rendono l'intero processo molto più laborioso del normale. ecco gli sbagli più comuni
1 - dare troppo valore alla propria abitazione: è necessario essere obiettivi. le offerte sul mercato sono molteplici, stabilire un prezzo troppo elevato è un errore fatale. ecco perché è bene studiare la concorrenza e, se possibile, mantenersi nella fascia più contenuta
2 - non voler negoziare: la scarsa flessibilità può rivelarsi disastrosa. l'attuale congiuntura rende la negoziazione quasi indispensabile
3 - non dimenticare le spese di vendita della casa: anche se la maggior parte delle spese sono a carico del nuovo proprietario, bisogna ricordarsi che alcune cose devono comunque essere saldate, per farlo si ha tempo fino all'effettiva cessione dell'immobile
4 - pensare di vendere in breve tempo: essere eccessivamente ottimisti in tal senso può essere un errore. la vendita di una casa è una gara di fondo
5 - scegliere il momento sbagliato per la messa in vendita: il periodo di maggiore interesse per le abitazioni in vendita è la loro comparsa sul mercato, per tale ragione è bene evitare tutti quei periodi in cui le persone possono essere distratte da altro, ad esempio le festività
6 - creare annunci ingannevoli: difficilmente si acquista da chi ha palesemente mentito nel pubblicizzare la propria abitazione, anche perché - si sa - le bugie hanno le gambe corte. basta la prima visita per scoprire che la casa non ha 10 anni, ma 15, e che misura 150 m2 e non 180
7 - non sistemare la casa per la vendita: risparmiare qualche euro per evitare di dare una mano di vernice, falciare il prato o riparare il rubinetto che perde potrebbe causare la fuga del potenziale acquirente
8 - essere imprudenti: quando si fa visitare la propria casa non si sa mai con certezza chi si fa entrare. per evitare spiacevoli sorprese, è bene essere sempre prudenti e tenere gli occhi aperti
9 - non coinvolgere tutta la famiglia: quando si vende casa è necessaria la piena collaborazione di tutti i componenti della famiglia. quando si ha una visita, meglio assicurarsi che i bambini, ad esempio, non corrano urlando da una stanza all'altra
10 - essere frettolosi: ogni visita deve essere sfuttata al massimo, per farlo bisogna prendersi il giusto tempo. è bene poi seguire l'intero processo con attenzione, quindi di tanto in tanto rinnovare gli annunci e monitorare l'andamento del mercato
11 - non prendere in considerazione il costo di una casa vuota: se l'idea è tenere l'immobile non occupato a lungo, è opportuno interrompere la fornitura di elettricità, acqua e gas
12 - dare l'incarico di vendita alla persona sbagliata: uno degli errori peggiori è dare l'incarico alla persona sbagliata, che sia un amico o un intermediario non qualificato. la scelta migliore è quella di affidarsi a un agente immobiliare che sappia fare il suo mestiere, che conosca il mercato e sia in grado di seguire passo passo questo complesso e importante processo

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giovedì 24 luglio 2014

Ministero infrastrutture, affitti a canone calmierato e rent to buy per gli immobili invenduti

il governo cerca una soluzione al problema degli immobili invenduti, creando un piano di affitti agevolati non sono nella formula classica degli alloggi popolari, ma anche con quella più flessibile del cosiddetto housing sociale. a parlare di quello che al momento è solo un progetto in erba, è stato il viceministro delle infrastrutture riccardo nencini
l'ipotesi sarebbe quella di creare un fondo per la gestione degli immobii invenduti, con il possibile coinvolgimento della cassa depositi e prestiti. gli immobili invenduti servirebbero per dare una soluzione al problema dell'emergenza abitativa con immobili da dare in affitto a canone calmierato, quattro anni più quattro, o tramite la soluzioen del rent to buy, l'affitto con promessa d'acquisto
tutto dovrà partire da una stima esatta degli immobili invenduti, che potrebbero oggi ascendere a circa 200mila unità. si dovrà definire anche cosa si intende per invenduto. la rinconversione inoltre dovrebbe riguardare solo le grandi città, o almeno i centri dove l'emergenza abitativa è più forte

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